Elettrometro a quadranti

| Funzione |
Misurazione della d.d.p. ∆V (valori piccoli: da 0,01 a 1 V) come strumento ad ago . |
| Inventore | Dolezasek (1901) |
| Costruttore |
Officine Galileo Firenze |
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Anno di acquisto Inventario |
1949 3031 |
| Dimensioni |
(20 x 20 x 36) cm |
| Parte Fisica | Elettrostatica |
Descrizione
Nello strumento, il contenitore cilindrico di ottone è suddiviso in 4 settori sostenuti da colonnine isolanti di ambra. I quadranti opposti sono connessi tra loro da un filo metallico e posti poi in contatto con gli elettrodi dell’ elettrometro.
L'ago di carta argentata a forma di otto, è sospeso ad un filo di quarzo fissato sul coperchio dello strumento. Le letture si eseguono con l'aiuto dello specchio ad uso balistico con cannocchiale e scala.
Lo strumento è munito di un sistema di smorzamento delle oscillazioni dell'ago. Nella fase operativa si carica l'ago ad alto potenziale, ponendolo ad esempio in contatto con l’ armatura interna di una bottiglia di Leyda (o con una pila a noto potenziale Vo). Un elettrodo, con i quadranti ad esso connessi, vengono messi a terra mentre l'altro si pone a contatto con il corpo di cui si vuole misurare il potenziale V.
La misura della differenza di potenziale è ricavata dall'angolo di deviazione angolare d dell'ago.
Formula d = K∙ ((V-Vo)2- Vo2)
di cui, conosciuti d e Vo, determinato K, con questa formula matematica calcoliamo V.






