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Auschwitz: Treno della memoria

Gennaio 2010

Di Ritorno da Auschwitz

Davanti a queste pagine bianche, su questo "Treno della Memoria" di ritorno da Auschwitz, non so proprio come iniziare a scrivere qualcosa. Sono tante le immagini che si accavallano. E poi, cos'altro scrivere sui campi di concentramento e di sterminio, sull'irrazionalità della belva umana?

  Qualche giorno fa, su un quotidiano,  Moni Ovadia scriveva che da un po' di tempo a questa parte sente un crescente disagio e avverte che "il senso autentico della memoria rischia di essere sfregiato e pervertito fino a farlo sprofondare nel fango della falsa coscienza". Come non essere d'accordo? Basta guardarsi attorno. Chi può negare i rigurgiti di violenza razzista, segni tangibili  che la  sottocultura e la mentalità nazi-fascista é ancora viva?

Quanto al nostro viaggio, per la cronaca, siamo partiti in 600 dal simbolico binario 21 della stazione centrale di Milano. Il viaggio é stato lungo , 18 ore all'andata e 18 al ritorno con delle carrozze senza riscaldamento grazie all' "efficienza" di Trenitalia ( è già stata avviata una vertenza).

I miei studenti erano 20, ITIS "Paleocapa", una rappresentanza per diverse classi,  e lo stesso numero ha portato il collega Alfredo Stefanelli del Lotto di Trescore Balneario.

Ci sono state attività propedeutiche al viaggio e sul treno, ci si è confrontati tra gruppi e condiviso esperienze. Gli studenti e le studentesse sono stati meravigliosi. Sapevano che non sarebbe stata la classica "Gita" ma un vero "Viaggio d'Istruzione" che , come mi hanno riferito, mai dimenticheranno. Le loro impressioni, ricordi e testimonianze saranno trasmesse agli altri studenti che, per ovvie ragioni, non hanno potuto partecipare.

 Chiudo con un mio piccolo testo poetico scritto proprio lì. Aggiungere altro sarebbe mera retorica.

                                                                                      Prof. Gaspare D'Angelo

                                                                      Referente "Memoria e Legalità Democratica"

 

 

 

 

Auschwitz

Ad Auschwitz
suonavano il piano
prima di gasare
anche i bambini
 
Ceneri umane
dormono
sotto queste
quiete nevi
 
E questa falsa pace
ha trafitto
luride
stagioni
 
A
" Se questo è un uomo?"
rispondo
"Chi era la cieca bestia?"
 
E invidio
chi crede
e sa
perdonare

Gaspare D'Angelo - Auschwitz  (26 gennaio, 2010)

 

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